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Agapè ETS è una Associazione senza fini di lucro che nasce nel 1999 a Catania. Nel Giugno 2001 viene autorizzata dalla Commissione per le Adozioni Internazionali ad operare per l’espletamento delle procedure di Adozione Internazionale.

Fondata da Volontari, Agapè si costituisce con l’impegno solidaristico nei confronti dei minori in stato di abbandono, di disagio, di descolarizzazione, di arretratezza culturale.

Sono tanti i professionisti che collaborano con l’Associazione, avvocati, medici, sociologi, religiosi, psicologi, assistenti sociali, mettendo a disposizione le proprie competenze nel campo della tutela dei minori.

Sebbene le ragioni che possono portare una coppia ad adottare sono tante, a ben riflettere, le ragioni profonde si riducono ad una sola: il desiderio di accogliere un figlio, di darsi come famiglia a chi ne è privo.

Per rendere tale desiderio più consapevole delle problematiche connesse all’adozione di un minore straniero, è stato necessario rielaborare le strategie di approccio all’accoglienza; si è dovuto avviare un significativo intervento di formazione alla genitorialità, attraverso équipes psico-pedagogiche a loro volta formate in coerenza rispetto alle strategie ed ai criteri di intervento acquisiti in sede di formazione regionale e nazionale.

Le procedure di adozione internazionale vengono espletate in accordo alla Legge 31 dicembre 1998, n. 476, “Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale fatta a L’Aja il 29 maggio 1993. Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n.184, in tema di adozione di minori stranieri” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 12 gennaio 1999.

Attualmente l’Ente è autorizzato ad operare in: Lettonia, El Salvador, Togo e Portogallo Paesi nei quali è accreditato ed operativo, Angola e Venezuela, dove non c’è consenso all’espletamento delle procedure di adozione internazionale.

 

PRINCIPI METODOLOGICI ED AREE DI INTERVENTO 

L’Associazione riconosce come prioritario il diritto di ogni minore a vivere e crescere all’interno di una famiglia, intesa come luogo relazionale insostituibile in cui si realizzano le condizioni necessarie per un sereno percorso evolutivo ed inserimento-sociale.

Nella piena consapevolezza che l’azione di ogni Ente Autorizzato debba mirare principalmente ad una efficace politica di sussidiarietà, affinché il minore possa in prima istanza rimanere all’interno della propria comunità, l’associazione si impegna a promuovere progetti e programmi di cooperazione internazionale.

Nei Paesi in cui attualmente opera l’Ente è presente con progetti di prevenzione dell’abbandono e di sostegno alle famiglie più disagiate, con cure ed assistenza ai loro figli.

L’Ente è altresì presente con il suo impegno di sussidiarietà in Sao Tome’ e Principe, Santiago de los Caballeros nella Repubblica Dominicana, Caracas in Venezuela, Mauritius, Portogallo, Guatemala, El Salvador, Mongolia, Macao, Guinea Bissau

In Italia l’Ente svolge la sua operatività a favore del percorso adottivo con assistenza alle coppie nella fase pre-peri-post adozione, nella sede Centrale, in Catania, e nelle sedi di Roma (in fase di aggiornamento nuova sede), Dosso (Ferrara) e Torino.

 

ATTIVITÀ DI ESPLETAMENTO DELLA PROCEDURA DI ADOZIONE INTERNAZIONALE

Necessario all’avvio di una procedura di adozione internazionale è il Decreto di idoneità che viene rilasciato dal Tribunale per i minorenni competente per territorio.

Ottenuto il Decreto la coppia deve, entro un anno, conferire incarico ad uno degli Enti presenti nel Territorio.

L’Ente si avvale della facoltà di valutare la documentazione della coppia (Decreto e relazione psico-sociale) per individuare aree di rischio per il successo del progetto adottivo.

Prima del conferimento dell’incarico l’Ente Autorizzato garantisce un servizio gratuito di informazione mediante incontri informativi singoli o di gruppo presso le varie sedi attive sul territorio.

Gli incontri sono guidati dagli Operatori dell’Ente e sono organizzati previo appuntamento.

Durante gli incontri informativi vengono fornite informazioni in merito ai Paesi nei quali l’Ente è operativo, ai principi, alle procedure e alle metodologie operative dell’Ente sia in Italia che all’estero, sulle concrete possibilità e sulle eventuali difficoltà per la realizzazione del progetto adottivo, sui costi da sostenere e sui tempi della procedura, la cui durata è solamente indicativa, stante che possono variare per motivi non imputabili all’Ente.

Dopo i necessari approfondimenti informativi la coppia può conferire incarico ai sensi dell’art. 31, comma 1 della Legge 476/98, per l’espletamento della procedura di adozione nel Paese scelto, in base ai requisiti di cui si è in possesso, alle affinità culturali, all’età, ai tempi di permanenza, alle liste di attesa, ove ci fossero.

Il conferimento attiva la procedura di Adozione Internazionale, ma non il diritto della coppia ad adottare un bambino. La Legge ha, infatti, sancito solo il diritto del bambino ad avere una famiglia. Con il conferimento del mandato all’associazione il Decreto di Idoneità della coppia, rilasciato dal Tribunale dei Minori competente territorialmente, non scade più e conserva la sua validità.

Sono a cura dell’Ente Autorizzato le successive comunicazioni di rito di avvenuto conferimento, alla Commissione per le Adozioni Internazionali (via portale web con posta certificata), al Tribunale dei Minori che ha rilasciato il Decreto di Idoneità e al Servizio Sociale competente per territorio.

La coppia viene supportata nella preparazione dei documenti necessari per la procedura all’estero.

Ove si rendesse necessario redigere nuove relazioni, se richieste espressamente dal Paese scelto, o per una migliore conoscenza del profilo personologico della coppia, la coppia sarà invitata ad un ulteriore incontro con la psicologa dell’Ente.

È a cura dell’Ente autorizzato la successiva verifica dei documenti predisposti dalla coppia, la loro traduzione, legalizzazione e successivo inoltro nel Paese straniero di destinazione. Terminata la traduzione e legalizzazione entro il termine di due mesi circa, il dossier viene presentato dal referente all’Organo Straniero competente

 

ACCOMPAGNAMENTO DELLE COPPIE NELL’ATTESA DI UNA PROPOSTA DI ABBINAMENTO

Durante il periodo di “attesa” l’Associazione predispone un percorso formativo, strutturato in una serie di seminari/incontri tematici da seguire nell’arco di un anno circa, a partire dal momento dell’inoltro del fascicolo all’estero. Esso rappresenta la fase di preparazione all’incontro con il proprio figlio.

Gli incontri sono 3 e si svolgono presso le sedi di Catania, Roma, Dosso, Torino sia in presenza che da remoto.

Il percorso formativo prevede anche un ulteriore incontro-confronto con famiglie che hanno già completato il percorso adottivo, ed un incontro annuale con la presenza di tutti i genitori adottivi ed i loro bambini.

Le coppie che nell’attesa volessero contattare l’Ente, per ricevere notizie in generale sull’andamento dei percorsi adozionali, sono invitate a farlo, essendo impossibile all’Ente inseguire telefonicamente le coppie, spesso per giorni interi, anche sui loro cellulari. L’Ente ha il dovere di farlo ove si imponesse l’urgenza di comunicare notizie che li riguardano personalmente. Occorre far notare che l’Ente, per mantenere i costi, deve chiamare sui telefoni fissi e solo per comunicazioni urgenti, se del caso, sui cellulari.

L’Ente non richiede la revoca della disponibilità all’adozione nazionale se non quando la coppia riceve una proposta di abbinamento dal Paese in cui ha avviato la procedura di adozione internazionale

È comprensibile che i Paesi non amino che si ritiri un fascicolo che è costato impegno e studio e poiché questo avviene assai frequentemente, ci si appella ad un maggior senso di consapevolezza della coppia.

Nessuna responsabilità è imputata all’Ente per i rallentamenti delle procedure nel Paese in cui è stata avviata la procedura adozionale o per uno slittamento dei tempi previsti approssimativamente. L’Ente tiene informata la coppia e solo ove si determinasse la chiusura del Paese alle Adozioni Internazionali, discuterà con la coppia l’invio dei documenti ad altro Paese.

La coppia può revocare l’incarico conferito mediante lettera raccomandata contenenti le motivazioni della revoca. Saranno restituire le somme eccedenti i costi supportati dall’Ente sia in Italia che all’estero.

La coppia che conferisce incarico previa revoca ad altro Ente, deve produrre ricevuta di raccomandata A/R della lettera di revoca con le motivazioni che l’hanno indotta a tale revoca.

L’Ente non può garantire il sesso del minore adottato e qualunque indicazione che di esso venga fatta nelle istanze di adozione che si rivolgono agli Organi Stranieri preposti alla loro ricezione, ha un mero valore indicativo.

 

REGOLE COMPORTAMENTALI

Le regole comportamentali sono finalizzate al percorso adozionale e l’Ente ne garantisce il rispetto per il sereno svolgimento delle fasi procedurali del percorso adottivo.

Le procedure interne allo Stato straniero, la preparazione della documentazione necessaria alla conclusione dell’iter, la fissazione delle udienze, i tempi di permanenza, non dipendono dall’Ente, che ne garantisce solo il rispetto.

L’Ente garantisce invece il compimento sollecito e diligente degli atti di propria competenza.

Sono le Autorità competenti dei Paesi di provenienza dei bambini a predisporre le proposte di abbinamento e ad inviare all’Ente Autorizzato le relative documentazioni dei minori in stato di abbandono ed è questo il motivo per cui l’indicazione del sesso non vincola la proposta che l’Organo straniero avanza alla coppia.

È cura dell’associazione la traduzione del dossier del bambino.

 

ASSISTENZA ALLE COPPIE DOPO LA PROPOSTA DI ABBINAMENTO

Ricevuta la proposta di abbinamento i coniugi vengono convocati dal personale dell’associazione, nelle varie sedi, perché lo psicologo garantisca la necessaria valutazione della documentazione pervenuta dall’Autorità straniera. Le notizie sullo stato di salute del minore proposto sono quelle che si desumono dalla documentazione inviata dal Paese. Non è possibile diagnosticare patologie non descritte e non comunicate. Eventuali dubbi vengono chiariti dall’Ente grazie alla consulenza dei propri consulenti medici.

L’Ente, tramite i referenti (che parlano la lingua italiana) presenti nei Paesi in cui opera, organizza la permanenza dei coniugi all’estero. Se richiesto, l’Ente può provvedere alla ricerca di un alloggio per gli aspiranti genitori. L’associazione non prenota voli aerei né organizza i viaggi, ma suggerisce alla coppia le migliori opportunità.

L’ Ente quindi non assume alcuna responsabilità sulla qualità dei servizi.

Durante il soggiorno all’estero i coniugi sono seguiti dai referenti/collaboratori dell’associazione presenti in loco, secondo modalità stabilite dall’Ente, di concerto con le Autorità straniere.

Onde evitare disguidi e malintesi non è permesso rivolgersi dall’Italia direttamente ai referenti stranieri.

L’Ente, qualora avvenissero contatti diretti delle coppie con persone straniere non autorizzate dall’Ente, si riserva di dismettere l’incarico per il palesarsi di comportamenti che possono influire sul regolare iter procedurale all’estero. La dismissione può avvenire anche quando nel corso del rapporto emergessero fatti di tale gravità da poter configurare motivo di revoca del Decreto di Idoneità, o a fronte di gravi difficoltà relazionali tra l’Ente e la coppia, come il venir meno della fiducia reciproca.

Altro motivo di dismissione dell’incarico è il rifiuto di un abbinamento senza una valida, giustificata, motivazione, in special modo se essa si riferisce ad un sesso diverso da quello indicato come preferenza.

La coppia, al rientro in Italia dopo l’espletamento della procedura, riceverà dall’Ente Autorizzato le necessarie informazioni per il seguito di competenze.

 

ATTIVITA’ POST-ADOZIONE
L’Ente Autorizzato svolge attività di osservazione sull’inserimento dei minori adottati nella famiglia, nella scuola, nei gruppi sociali.

Inoltre si fa carico di inoltrare alle Autorità competenti del Paese di provenienza del minore adottato le relazioni post-adozione, per la cui stesura ciascuna famiglia è pertanto tenuta a collaborare, secondo le modalità previste dalla normativa del Paese di adozione del proprio figlio.

L’invio di tali relazioni viene notificato in posta certificata, via portale web sicuro, alla Commissione per le Adozioni Internazionali.

L’Associazione organizza su richiesta dei corsi/seminari a piccoli gruppi (max. 4 coppie) sulle tematiche inerenti al post-adozione. Tutoraggio a carico dei consulenti dell’Ente, di area psicologico-medico-sociale.

L’Ente è firmatario di un protocollo con la Provincia di Ferrara.

È chiamato a partecipare alle attività relative all’adozione internazionale dalla Regione Emilia Romagna, dalla Regione Sicilia, dal Centro Comunale Pollicino, in Roma.

Clicca sul paese per conoscere i costi dell'adozione